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Il cedro di casa mia
Svetta il cedro davanti a casa mia
che, illuminato dai raggi del sole
appena nato,
proietta l’ombra dei suoi rami argentati
sul muro della casa immagini arabesche,
che sembrano ricordar
le bellezze antiche.
Uccelli si posano e si rincorrono,
sembra una danza propiziatoria
d’amor fecondo.
Tubano le tortore sui rami
protesi verso il cielo,
a chieder amor
per il mondo intero.
Oscilla al soffiar del vento,
ma resiste alla tempesta,
le radici forti lo tengono legato
saldo alla terra arsa.
E’ maestoso, ma non superbo;
con un pino e una magnolia
convive nel giardino
senza interferir nel loro spazio
vivendo in pace senza strazio.
Alla sera s’addormenta silenzioso,
sotto lo sguardo della luna,
che dall’alto vigila ed illumina
il sonno di tortore, gazze e passerotti,
che dalla chioma del cedro avvolti
accovacciati sui rami dormono tranquilli.
Al sorgere del sole del mattino,
si svegliano cantando;
spiccano il volo garruli e festosi
verso il cielo azzurrino
annunciando all'uomo indaffarato
che un altro giorno è cominciato.
Il racconto del mio cedro è terminato
e una norma generale ci ha insegnato:
per vivere senza ansia nel creato
ogni creatura svolga il proprio ruolo,
che il Creator della natura
le ha assegnato.